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Imprese verso terzo anno di aumento delle insolvenze a +9%

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Imprese verso terzo anno di aumento delle insolvenze a +9%

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In collaborazione con Allianz Trade

Report Allianz Trade, nuove insolvenze Italia a oltre 9.000 casi

MILANO, 28 febbraio 2024, 11:39

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Imprese verso terzo anno di aumento delle insolvenze a +9% - RIPRODUZIONE RISERVATA

Imprese verso terzo anno di aumento delle insolvenze a +9% - RIPRODUZIONE RISERVATA
Imprese verso terzo anno di aumento delle insolvenze a +9% - RIPRODUZIONE RISERVATA

ANSAcom - In collaborazione con Allianz Trade

Per le imprese globali potrebbe realizzarsi il terzo anno consecutivo di aumento delle insolvenze. Secondo il rapporto dedicato di Allianz Trade, infatti, dopo due rimbalzi graduali nel 2022 (+1%) e nel 2023 (+7%), le insolvenze sono destinate ad accelerare nuovamente nell'anno in corso (+9%), prima di stabilizzarsi nel 2025 (0%) su livelli elevati. Lo scorso anno il numero di insolvenze aziendali è rimbalzato in tre Paesi su quattro, con un aumento a due cifre nella maggior parte di essi. Forti rialzi sono stati registrati negli Stati Uniti (+40% nel 2023) e nell’Eurozona (+14%), con i Paesi Bassi (+52%), la Francia (+35%) e la Germania (+23%) ai primi posti. Il 2024 è iniziato con livelli superiori al periodo pre-pandemia nella maggior parte delle economie avanzate. Per l’anno in corso gli incrementi maggiori sono previsti negli Stati Uniti (+28%), in Spagna (+28%) e nei Paesi Bassi (+31%). Guardando all’Italia, dall’analisi dell’assicuratore crediti commerciali emerge come la prolungata debolezza dell’economia aumenti la pressione sulle imprese fragili che già si trovano ad affrontare costi maggiori, tassi di interesse più elevati e una minore disponibilità di finanziamenti. Le insolvenze dovrebbero quindi continuare a crescere nel 2024 e nel 2025, ma il nuovo processo di risoluzione negoziata, che è un procedimento 'stragiudiziale', sta guadagnando slancio e limitando il numero ufficiale di insolvenze. In questo contesto Allianz Trade non si aspetta un ritorno al livello pre-pandemico, nonostante una continua ripresa nel 2024 (+19% a 9.190 casi) e nel 2025 (+4% a 9.550). I settori e le imprese più esposti ai rischi di una domanda più debole e di un prolungato aumento dei costi di finanziamento sono quelli che si affidano alla spesa discrezionale, come produzione e vendita al dettaglio di beni non essenziali, alberghi, ristoranti, turismo e altre attività del tempo libero e quelli ad alta intensità di lavoro (edilizia, trasporti su strada, alberghi, ristoranti, assistenza sanitaria, servizi specifici alle imprese). L’edilizia e il settore immobiliare faranno crescere il numero di insolvenze a livello nazionale a causa della flessione ciclica e per motivi demografici aziendali. Se sarà confermata l’ultima tendenza, oltre 16.000 imprese falliranno in Francia, oltre 7.000 nel Regno Unito, circa 4.000 in Germania e 2.000 in Italia. "Nel 2024 questa risalita su larga scala dovrebbe comportare per due Paesi su tre il superamento del numero di insolvenze registrato prima della pandemia rispetto alla metà del 2023", commenta Aylin Somersan Coqui, ceo di Allianz Trade. "L’economia del 'dopo shock' - aggiunge - porta con sé un’ampia serie di ostacoli e di sfide, mettendo alla prova la resilienza delle imprese che negli ultimi tre anni si sono indebolite di più. Secondo le nostre previsioni, nel 2025 questi sviluppi riporteranno le insolvenze su livelli elevati: +12% negli Stati Uniti, +8% in Francia e +6% in Germania rispetto al 2019”.

ANSAcom - In collaborazione con Allianz Trade

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